Altro che America’s Cup

Altro che America’s Cup

Altro che America's Cup

Di Massimo Brioschi
Regia Luigi Di Carluccio
Con Gian Franco Cereda, Antonio Coccimiglio, Pierfrancesco Manca, Elisabetta Puppo, Salvo Andy Scicolone, Marco Triches
Scenografia Gian Piero Puppo
Costumi Ricami e Stampe Alessandria
Si ringraziano Luciano Ponticello, Anna Piccini, Haka Volley

Guardare la gara di barche a vela più famosa del mondo non è sufficiente per capire quello che succede su una barca. Forse basta per capire alcuni aspetti tecnici. Ma per il resto ci vuole qualcosa in più, qualcosa di diverso. Per esempio ci vuole una spettacolo teatrale, con una vela, un equipaggio, uno spazio ristretto e non troppe risorse. Insomma ci vuole altro. Ci vuole Altro che America’s cup.

Uno spettacolo autoprodotto, dalla scrittura alla messa in scena.
Un’avventura che sembra un gioco ma in cui i dibattiti fondamentali che riguardano la nostra vita e la convivenza comune vengono alla luce, in un’atmosfera che alterna momenti di spensieratezza e divertimento ad altri di intensità e di tensione.
Un gioco sottile, in una gara che non è una gara, in cui diversi modi di pensare e di vivere si incontrano e si scontrano. Cosa succede quando si convive in uno spazio limitato e non si può andare via? Cosa succede quando si deve per forza discutere e mediare ogni decisione?
Per capire si può solo salire in barca e cominciare la navigazione.

Note tecniche
Durata dello spettacolo 1 ora circa.
Tempi di allestimento scenografico 30 minuti.
Oggetti di scena a cura della compagnia: struttura in legno di circa 2 m di lunghezza, 1.50 mt di larghezza, 2 m di altezza.
Dimensioni del palco Min 5 x 4 mt.
Lo spettacolo è comunque adattabile ad ambienti esterni e anche a luoghi teatrali non convenzionali.

Repliche
Lo spettacolo ha debuttato il 3 e 4 giugno 2016 al Teatro Macallé di Castelceriolo

Repliche successive:
09-07-2016 Chiostro di Santa Maria di Castello, Alessandria
01-03-2017 Teatro Parvum, Alessandria

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
Luigi Di Carluccio – cell. 3351340361 mail: info@illegali.it
Massimo Brioschi – cell. 3389831195 mail: info@illegali.it

Recensione dello spettacolo di Nicoletta Cavanna Radio Gold
Link http://www.radiogold.it/notizie/8-cultura/81098-un-microcosmo-in-mare-recensione-di-altro-che-america-s-cup-al-macalle

Un equipaggio, una barca in gara per l’America’s Cup ed eterni giochi di potere.
Venerdì 3 giugno al Teatro Macallé, di fronte ad una platea piena, la compagnia teatrale Gli Illegali, in collaborazione con BlogAl,  ha presentato la prima di “Altro che America’s Cup”,  scritto da Massimo Brioschi e diretto da Luigi Di Carluccio.
Sulla scena una vela, un timone, cime, reti e tutto ciò che si può immaginare sul ponte di un’imbarcazione. A scandire il tempo, luci che segnano il passaggio dal giorno alla notte dai riflessi blu, su un mare che è immaginato al di sotto del palco, dove si cade in acqua o si va a fare il bagno.
Cinque i membri dell’equipaggio, inizialmente coesi e in equilibrio tra loro. In mare tutto sembra possibile, i rapporti interpersonali recuperano una primitività e non è necessario frenare gli istinti in nome di un’idea di convivenza. Quando un naufrago di un altro equipaggio sale a bordo, la solidarietà nel rispetto della libertà personale si spezza.
La dinamica che ne scaturisce è un fenomeno sociale e politico, sia pur nell’ironia del taglio e nella dinamicità della situazione che, all’interno di uno spazio limitato, accelera ogni processo.
Il diverso che sembra usurpare i diritti altrui, gli estremismi buonistici contro l’opportunismo spietato, gli slogan politici più triti, eppure così ricorrenti, sono i tanti temi che si affacciano e che suscitano un riconoscimento immediato. La barca diventa un test di prova delle varie forme di governo, espressione di intenti originariamente puri, oppure di biechi interessi individualistici.
Intorno il mare e l’infinito, la sua bellezza e la pochezza umana che arriva, per conquistare il potere, al pensiero di sopprimere qualcuno con la violenza, in nome della responsabilità che non si può coniugare con la purezza.
Una buona prova per Gianfranco Cereda, Antonio Coccimiglio, Pier Manca, Elisabetta Puppo, Salvo Scicolone, Marco Triches, tutti in parte e ottimamente coordinati tra loro. Ottimo il ritmo forsennato delle manovre di bordo, in momenti di affanno, e notevole la causticità del taglio registico negli interventi esplicativi (come enfatici titoli di giornale) che sottolineano i cambi di leadership. Ogni protagonista incarna un’idea che non si accorda con le altre, se non per alleanze temporanee e pragmatiche; anche il non schierarsi è una tattica e, in quella che diventa una lotta, tutto è lecito.
Tra ironia e sconcerto il finale, che vede il naufragio (è il caso di dirlo) di ogni possibile forma di governo, nella pace apparente di un orizzonte marino affascinante e irraggiungibile.
Un testo importante e leggibile in tanti modi. Si sorride e si ride tanto, si riconoscono tanti aspetti della vita sociale e si riflette sulle dinamiche politiche in un microcosmo tanto simile all’umanità. Da vedere.