Teseo e il minotauro un anno di paternità

Teseo e il minotauro un anno di paternità

Teseo e il minotauro un anno di paternità

Di e con Luigi Di Carluccio
Con la collaborazione di Giuseppe Ruggiero

Lo spettacolo racconta l’unico evento che sconvolge veramente la vita di un uomo: la nascita di un figlio.
Riuscirà il protagonista ad aumentare i classici cinque minuti di attenzione maschili e a convincere la società di essere finalmente pronto e maturo a diventare padre? Riuscirà a vivere tutte le emozioni del momento senza farsi sopraffarre? Supererà la prova del cambio del pannolino? E nelle notti insonni, rimpiangerà le partite di calcetto con gli amici del sabato sera?
Questi e altri enigmi vengono svelati nello spettacolo Teseo e il minotauro, un anno di paternità, un anno di sentimenti, di emozioni, di risate, di sorprese che verranno condivise con chi le vorrà ascoltare.

Ed è in quel preciso momento che tuo figlio, rasserenato, immobile nella culla, incrocia il suo sguardo con il tuo, e fa quello che fanno tutti i bambini, non distoglie lo sguardo.
Rimaniamo a guardarci per interi minuti.
E tu in quel momento capisci molte cose, capisci che quello è un passaggio unico della tua vita, capisci quale è stata la tua parabola per arrivare fino a quel momento.
Capisci che c’è un essere che ti guarda che viene da te ma che non sei tu.
Capisci che anche se non hai mai dato importanza alla sacralità in tutte le tue cose, quello invece è un momento sacro.
Un momento che non puoi deridere con quella facile ironia che metti sempre quando ti vuoi nascondere nella tua maschera e quando non vuoi sembrare troppo coinvolto.
I tuoi schermi da adulto impacciato e guardingo, in quel momento non valgono più.
In quel preciso istante le leggi fisiche sono stravolte.
La tua logica impeccabile è improvvisamente, drammaticamente, inesorabilmente morta.
Basta, è finita! Sei in suo potere! Buon divertimento!

Note tecniche
Durata dello spettacolo 1 ora 15 minuti.
Tempi di allestimento scenografico 15 minuti.
Oggetti di scena a cura della compagnia: 1 sedia; 1 culla in legno dimensioni 1.50 m di lunghezza, 1.20 mt di larghezza, 1.20 m di altezza.
Dimensioni del palco Min 3 x 3 mt.
Lo spettacolo è comunque adattabile ad ambienti esterni e anche a luoghi teatrali non convenzionali.

Riconoscimenti
Spettacolo finalista concorso Teatro per passione – Premio Magnoberta Castelletto Merli
Premio miglior attore concorso Teatro per passione – Premio Magnoberta Castelletto Merli

Repliche
Lo spettacolo ha debuttato il 15 dicembre 2012 al Teatro Macallè di Castelceriolo nell’ambito della rassegna Settembre.

Repliche successive:
29-03-2013 Laboratorio Sociale, Via Piave Alessandria, nell’ambito della rassegna Seduti dalla parte del torto
04-04-2013 Locale Fattobeneunavolta, Alessandria
15-05-2013 Libreria Namastè, Tortona
22-06-2013 Dongione, Carbonara Scrivia per la rassegna Dongione Arte
20-09-2013 Valdapozzo per la rassegna Valdapozzo Spettacolare 2013
08-05-2015 Teatro comunale di Fresonara, Rassegna Fuori dal Letargo
18-07-2015 Aie di Cosola
26-07-2015 selezionato tra i primi tre spettacoli Festival Teatro per Passione, Premio Magnoberta 2015. Miglior attore protagonista Luigi Di Carluccio
04-10-2015 Distilleria Magnoberta, nell’ambito dell’iniziativa Grapperie Aperte
17-12-2015 Teatro Parvum, Alessandria
18-12-2015 Teatro Parvum, Alessandria
11-02-2016 Ristorazione Sociale, Alessandria nell’ambito della Rassegna Voglia di Teatro
12-03-2016 Centro Botanico, Milano
12-11-2017 Chiostro di Santa Maria di Castello – Alessandria

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
Luigi Di Carluccio – cell. 3351340361 mail: info@illegali.it

Recensione dello spettacolo di Nicoletta Cavanna sito BlogAL
Link http://blogalessandria.blogspot.it/2012/12/teseo-e-il-minotauro-15-dicembre-teatro.html

Diventare padre è un evento al quale nessuna preparazione preliminare rende pronti, un istante che non solo cambia la vita, ma anche la percezione del mondo esterno e i rapporti con chiunque. Tutto diventa filtrato dalla nuova condizione di genitore, che impara giorno dopo giorno a conoscere un bambino con esigenze da scoprire. Questa l’esperienza, autobiografica e a tratti scherzosa, raccontata, per singoli passi e per esilaranti episodi, da Luigi Di Carluccio.
Dall’emozione dell’ecografia, al parto, alla difficoltà dell’allattamento nella ferma intenzione di privilegiare il latte materno a quello artificiale, ai pomeriggi al parchetto. Sono divertenti e teneri al contempo l’attenzione, la buona volontà e l’impegno enorme profusi al fine di fare tutto ciò che è meglio per un bambino, tanto da creare una sorridente empatia in chi ascolta. La narrazione segue un registro ilare e leggero, ma rivela momenti toccanti quando descrive la fragilità di una famiglia appena nata. In una fase così delicata tutto spaventa e appare un ostacolo al benessere e alla salute. Così spaventano i pianti, le mancate poppate e, soprattutto, il senso di mortalità che colpisce ogni genitore che si scopre indispensabile ed insostituibile. Il minotauro è una forza irrazionale che può irrompere all’improvviso e disperdere ciò che più si ama al mondo, con la malattia e la fine. Alla nuova gioia si accompagna un senso di responsabilità e di timore che possono accompagnare solo ciò che più si ama. E poi ciò che ogni genitore prova nel suo cuore: la consapevolezza di aver vissuto, lavorato e fatto una quantità di gesti solo per giungere all’inestimabile bellezza dello sguardo e del sorriso del proprio bambino.
Brillante e briosa tutta la narrazione, ricca di aneddoti scherzosi ma sinceri, tali da far rivivere, in chi ascolta, analoghe esperienze comuni per ingenuità e buoni propositi. Esilaranti i racconti dei pomeriggi al parchetto con i discorsi delle mamme pronte ad elogiare i prodigi dei propri pargoli, come le reazioni diverse e goffe al nome Teseo del bimbo. Si ride tanto e, di fronte alla culla, unico elemento di scena insieme ad un pupazzo, che rappresenta il pargolo, e ad alcuni giochi, è spontaneo rievocare, ascoltando, momenti che appartengono a tutti noi e costituiscono ciò per cui vale la pena vivere.
Intimo e universale il tema, ilare ma anche profondo il testo ed efficace e incalzante la recitazione che appare sincera come solo un’esperienza vissuta può essere.
Uno spettacolo che coinvolge e che si vorrebbe continuasse come continua l’esperienza di ogni genitore.

Recensione dello spettacolo giuria Premio Magnoberta agosto 2015
Il monologo teatrale racconta in forma brillante l’avventura del primo anno di paternità, le ansie e le sconcertanti novità che l’arrivo di un bambino porta nella vita di una coppia dal punto di vista maschile e, naturalmente, la tenerezza e l’amore che ogni genitore scopre di poter provare per il proprio figlio. Diventare padre è un evento al quale nessuna preparazione preliminare rende pronti,  un istante che non solo cambia la vita, ma anche la percezione del mondo esterno e i rapporti con chiunque. Tutto diventa filtrato dalla nuova condizione di genitore, che impara giorno dopo giorno a conoscere un bambino con esigenze da scoprire. Questa l’esperienza, autobiografica e a tratti scherzosa, raccontata, per singoli passi e per esilaranti episodi, da Luigi Di Carluccio. Dall’emozione dell’ecografia, al parto, alla difficoltà dell’allattamento nella ferma intenzione di privilegiare il latte materno a quello artificiale, ai pomeriggi al parchetto.  Sono divertenti e teneri al contempo l’attenzione, la buona volontà e l’impegno enorme profusi al fine di fare tutto ciò che è meglio per un bambino, tanto da creare una sorridente empatia  in chi ascolta. La narrazione segue un registro ilare e leggero, ma rivela momenti toccanti quando descrive la fragilità di una famiglia appena nata. In una fase così delicata tutto spaventa e appare un ostacolo al benessere e alla salute. Così spaventano i pianti, le mancate poppate e, soprattutto, il senso di mortalità che colpisce ogni genitore che si scopre indispensabile ed insostituibile. Il minotauro è una forza irrazionale che può irrompere all’improvviso e disperdere ciò che più si ama al mondo, con la malattia e la fine. Alla nuova gioia si accompagna un senso di responsabilità e di timore che possono accompagnare solo ciò che più si ama. E poi ciò che ogni genitore prova nel suo cuore: la consapevolezza di aver vissuto, lavorato e fatto una quantità di gesti solo per giungere all’inestimabile bellezza dello sguardo e del sorriso del proprio bambino.
Brillante e briosa tutta la narrazione, ricca di aneddoti scherzosi ma sinceri, tali da far rivivere, in chi ascolta, analoghe esperienze comuni per ingenuità e buoni propositi. Esilaranti i racconti dei pomeriggi al parchetto con i discorsi delle mamme pronte ad elogiare i prodigi dei propri pargoli, come le reazioni diverse e goffe al nome Teseo del bimbo. Si ride tanto e, di fronte alla culla, unico elemento di scena insieme ad un pupazzo, che rappresenta il pargolo, e ad alcuni giochi, è spontaneo rievocare, ascoltando, momenti che appartengono a tutti noi e costituiscono ciò per cui vale la pena  vivere.