American shitting

American shitting

American shitting

Regia Luigi Di Carluccio
Con Monica Lombardi, Roberta Ponticello, Elisabetta Puppo
Tecnico luci Giuseppe Ruggiero
Fotografia Marco Triches

“Due donne di mondo”, ognuna con un suo obiettivo e una cameriera sconclusionata come unica valvola di sfogo.
È il microcosmo di American shitting.
In una miscela di compromessi, di giochi di potere, di rapporti di forza, di umiliazioni fisiche e morali, quando tutto sembra avere una soluzione, un’incredibile coincidenza rimette tutto in discussione.
Il mondo esterno entra con prepotenza nel piccolo universo e il confronto lascerà qualche sconfitta, qualche perdente
Qualcuno dovrà adeguarsi e accontentarsi a vivere una vita banale, ordinaria.
Perché alla fine il mondo è un “merdaio”, ma bisogna pur sempre starci.

Note tecniche
Durata dello spettacolo 1 ora e mezza circa.
Tempi di allestimento scenografico 40 minuti.
Oggetti di scena a cura della compagnia: due separet di circa 1.50 m di lunghezza, 1.80 m di altezza.
Dimensioni del palco Min 5 x 4 mt.
Impianto luci richiestoPiazzato frontale bianco uniforme (min 2 pc 500 W).
Mixer luci minimo 2 canali.

Repliche
Lo spettacolo ha debuttato il 9 e 10 giugno 2017 al Chiostro di Santa Maria di Castello, Alessandria nell’ambito della rassegna Chiostro in una notte di mezza estate

Repliche successive:
16-06-2017 Cortile della Casa Rossa, Via Santa Maria di Castello 25, Alessandria
08-09-2017 Via Modena 54, Alessandria. Manifestazione: Aperto per Cultura

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
Luigi Di Carluccio – cell. 3351340361 mail: info@illegali.it

Recensione di Nicoletta Cavanna di Radio Gold
http://radiogold.it/tempo-libero/92814-paradosso-pensare-quotidiano-recensione-america-shitting-chiostro-notte-mezza-estate/
I compromessi e il sottile gioco della prevaricazione. “American shitting”, spettacolo degli Illegali che ha inaugurato la rassegna “Chiostro in una notte di mezza estate” venerdì 9 e che sarà in scena, nel chiostro di Santa Maria di Castello, anche sabato 10 giugno, è una miscela di cinismo di coppia e di momenti dove la forte ironia spezza la tensione e strappa la risata.
Due donne unite da una passata storia amorosa si ritrovano e sembrano avere un presente che le divide, ma a ricongiungerle subentra, oltre che il caso, un gioco di forza tra loro. Dove manca l’amore e dove la libertà viene sottilmente negata, diventa essenziale il possesso senza altra finalità. Elisabetta Puppo e Roberta Ponticello esprimono entrambe egoismo, seppur declinato in diverse sfumature. La prima sfodera armi raffinate e l’inganno per perpetrare un rapporto sterile e necessariamente infelice, la seconda sembra voler tentare un altro amore, ma ricade, senza troppo combattere, nella trappola dello status quo.
Il taglio registico di Luigi di Carluccio prevede un crescendo da uno stile inizialmente garbato ad una lotta dialettica e persino fisica. I dialoghi sono serrati e rimandano all’insoddisfazione e all’oppressione di un legame che manca di rispetto e reciprocità. Nel mentre, le continue interruzioni della cameriera/Monica Lombardi, una presenza che rompe la tensione e la volge in comicità, grazie ad una mimica facciale esilarante e ad un’ottima tempistica. E’ una domestica-vittima, bersaglio di ogni angheria e ingenua al punto da subire con una sottomissione paradossale. Il gioco di forza converge su di lei, capro espiatorio di violenza, pronta a sopportare ogni umiliazione.
E’ uno spettacolo denso, “American shitting”, dove il paradossale fa pensare al quotidiano e dove la trama al limite del cinismo rimanda a squallori molto comuni. Il tratto dominante è il puro desiderio di possesso che genera una quotidianità malata e una catena di compromessi che imprigionano. I dialoghi sono concitati, forbiti e crudeli, eppure si ride, grazie ad un testo che innesta più registri su un tema portante e segue la regola dell’alternanza e dell’interruzione.