Favole napoletane

Favole napoletane

Favole napoletane

Di e con Luigi Di Carluccio
Con la partecipazione di Pietro Ariotti
Regia e tecnico luci Renza Borello
Consulenza artistica Teseo Di Carluccio
Con la collaborazione di Lorenza Torlaschi

C’era una volta un bambino.
Si era trasferito in una nuova città e per trasferirsi aveva fatto un viaggio in treno di 800 chilometri.
E quando arrivò a casa ad Alessandria, la prima cosa che fece fu andare sul balcone della cucina, e cominciare a urlare.
Chiamava quelli che aveva conosciuto nell’altra città, a 800 chilometri di distanza e li chiamava con un linguaggio che a molti, al Nord, pareva incomprensibile, ma che per loro, per i suoi parenti, sarebbe stato comprensibilissimo. Chiamava il nonno, la nonna, gli zii, ma in Napoletano …
Sono un immigrato di seconda generazione e questa è la mia storia, la mia favola napoletana.

Note tecniche
Durata dello spettacolo 1 ora 15 minuti.
Tempi di allestimento scenografico 30 minuti.
Dimensioni del palco Min 3 x 3 mt.
Lo spettacolo è comunque adattabile ad ambienti esterni e anche a luoghi teatrali non convenzionali.
Impianto luci richiesto
Piazzato frontale bianco uniforme (min 2 pc 500 W).
Mixer luci minimo 2 canali.

Repliche
Lo spettacolo ha debuttato il 22 settembre 2018 al Chiostro di Santa Maria di Castello, Alessandria nell’ambito della rassegna Chiostro in una notte di mezza estate.

Repliche successive:
25-11-2018 Chiostro di Santa Maria di Castello, Alessandria
07-12-2018 Centro Cuore, Clinica Città di Alessandria

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
Luigi Di Carluccio – cell. 3351340361 mail: info@illegali.it

Recensione dello spettacolo di Nicoletta Cavanna Radio Gold
Link https://radiogold.it/tempo-libero/153278-favola-nostra-giovinezza-recensione-favole-napoletane/
E’ un torrente di ricordi, personali e collettivi, “Favole napoletane”, di e con Luigi di Carluccio, presentato dalla compagnia Gli Illegali, sabato 22 settembre, per l’ultimo appuntamento della rassegna “Chiostro in una notte di mezza estate”, organizzata da Redazione Blogal con il contributo di Fondazione SociAL, presso il chiostro di Santa Maria di Castello.
Tanto il pubblico che ha affollato, tra le arcate, gli alberi e sotto il campanile della chiesa, quello che è sicuramente uno dei luoghi più degni di essere vissuti di Alessandria, nell’ambito di una rassegna parte di Borgo del Teatro, progetto ampio e volto a realizzare un polo teatrale permanente all’interno del Chiostro di Santa Maria di Castello. Lo spettacolo è stato preceduto da “Il fosso della vergogna”, presentato dalla compagnia amatoriale I Tr’Attorini, formata da ragazzini di Rivarone, a cura dell’Associazione ARCA Rivarone e liberamente tratto da un testo di Franco Zaffanella. Emma, Jacques, Laura, Leonardo, Paolo e Sara hanno  impersonato dei rifiuti abbandonati in un fosso, toccando, scherzosamente ma anche seriamente, come i giovanissimi sanno fare, argomenti di valore sociale ed ecologico.
“Favole Napoletane”, diretto da Renza Borello e Lorenza Torlaschi,  è un flusso di pensieri che scaturisce da fotografie, in questo caso appese ai rami di un bellissimo e antico albero che contribuisce alla scenografia. Sono i ricordi ordinari, più che straordinari, di un emigrato di seconda generazione, in cui confluiscono tratti autobiografici del protagonista, ma anche una memoria collettiva in cui è facile ritrovarsi. Il carattere della narrazione è esilarante ed è proprio la sua normalità, ritenuta stravaganza negli anni ’70 ed ’80, a far scaturire il riconoscimento e la risata. Di Carluccio racconta delle domeniche al mare con il pranzo in spiaggia preparato dalla mamma napoletana, della colossale frittata ai maccheroni, di cosa vuol dire tifare Napoli negli anni ’80 per un bambino ad Alessandria e molto altro. Trovano posto, nel continuum ormai innescato, anche due favole notissime, modificate dalla parlata e dal carattere partenopeo, che sembrano dare il senso di un modo altro di interpretare anche l’immaginario infantile. La narrazione di tutto ciò scorre con la leggerezza della nostalgia  per ciò che eravamo e con il metro di giudizio di un ragazzino (non a caso il consulente artistico è Teseo di Carluccio, figlio del protagonista, che ha filtrato le vicende con l’occhio della sua giovanissima età) diviso tra sud delle vacanze estive con i parenti e nord della quotidianità. L’atmosfera è quella della napoletanità repressa in nome dell’integrazione, della musica (della fisarmonica di Pietro Ariotti), che accompagna le inflessioni già musicali della lingua napoletana, di un passato che rimane dentro. Perché ci siamo scordati ogni cosa: tutto ciò che appariva inaccettabile e diverso oggi è normale, lo è sempre stato, e la storia si ripete ogni volta che si entra in contatto con diversi modi di vita.
Si ride molto, come si può ridere di una società che abbiamo vissuto, di una giovinezza collettiva di cui si riconoscono la poca saggezza e gli errori grossolani. E’ un paradosso, “Favole napoletane”, ma un paradosso reale e ben congegnato, guidato da una regia che enfatizza la mimica e il dialetto per creare un crescendo di ilarità che non tralascia la riflessione. Una bella prova per Luigi Di Carluccio e per la Compagnia Gli Illegali, che sempre partecipa in maniera corale ad ogni nuova produzione.